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Come usare le Storie su LinkedIn: guida e consigli

Come usare le Storie su LinkedIn: guida e consigli

NOVITÀ DI MARKETING DIGITALE

Come usare le Storie su LinkedIn: guida e consigli

La notizia del lancio di LinkedIn Stories, prima in versione beta prima e poi in roll out progressivo in tutti i paesi in cui è operativo il social professionale di casa Microsoft, non è che l’ennesima conferma del successo dei contenuti effimeri e temporanei sui social network. Come usare le Storie su LinkedIn, però, per fare personal branding , migliorare la presenza digitale del propri business o cercare nuovi candidati per la propria azienda?
Storie su LinkedIn: come utilizzarle
Una guida alle LinkedIn Stories non può che partire da come creare Storie su LinkedIn. Sulla piattaforma possono condividere foto, video e altri contenuti della durata di 24 ore sia i singoli utenti e sia le pagine aziendali tramite i loro gestori. Non si possono pubblicare né visualizzare, invece, le Storie LinkedIn da PC: la feature è al momento disponibile, infatti, solo per gli utenti che utilizzano il social professionale tramite mobile app.
Come pubblicare Storie su LinkedIn: i passaggi
Per pubblicare una Storia su LinkedIn basta fare tap sull’icona “+” che compare accanto alla propria immagine di profilo su un’apposita barra – la stessa su cui un cerchio attivo attorno all’immagine di profilo dei propri collegamenti LinkedIn segnala che questi hanno pubblicato nuovi contenuti temporanei – visualizzata o in cima alla prima schermata dell’app o scrollando in basso dopo i primi post.
Dall’icona “+” accanto alla propria immagine di profilo si può cominciare a pubblicare una Storia su LinkedIn. Fonte: LinkedIn

Se si è già dato il consenso all’app di accedere a microfono, camera, galleria e contatti si aprirà in automatico la fotocamera in modo da scattare una foto o girare un breve video di 20 secondi da poter utilizzare nelle LinkedIn Stories. In alternativa si possono scegliere contenuti già pronti dalla propria galleria. Proprio come avviene per le Storie su Instagram, si possono personalizzare a questo punto foto, immagini e video destinati a essere pubblicati via Storie LinkedIn inserendo brevi testi, GIF e sticker o l’apposito box per le domande.
Uno dei modi migliori per usare le Storie su LinkedIn, indipendentemente da che a farlo sia una pagina aziendale, una figura executive tra quelle con più seguito sulla piattaforma o un digital recruiter, è in maniera interattiva e provando a stimolare la conversazione.
Anche le LinkedIn Stories possono essere personalizzate con testi, adesivi, GIF o box per domande e risposte. Fonte: LinkedIn
Le LinkedIn Stories sono disponibili per i seguaci della pagina LinkedIn e per i collegamenti diretti di un profilo personale. Gli ultimi possono condividerle però a propria volta, tramite l’apposita funzione di inoltro, ai propri collegamenti di primo grado.
Chi visualizza le Storie su LinkedIn può rispondere con emoji o inviando, se la Storia è stata pubblicata da un singolo utente ed è un suo collegamento diretto, un messaggio che verrà visualizzato, insieme al frame della Storia in questione, nell’apposita sezione messaggi.
Chi ha pubblicato una Storia su LinkedIn può controllare, dopo il caricamento e tramite l’apposita icona a forma di occhio, il numero totale di visualizzazioni e l’elenco di utenti LinkedIn da cui le stesse provengono. Sono queste al momento le uniche metriche automaticamente disponibili ai creator che scelgano di pubblicare dei contenuti temporanei sulla piattaforma e vogliano misurarne l’efficacia.
Tip e consigli per creare Storie LinkedIn efficaci
È direttamente il team di LinkedIn a rispondere nelle FAQ sulle LinkedIn Stories ad alcuni dubbi ricorrenti su come usare le Storie su LinkedIn: dubbi che derivano perlopiù dall’avere come riferimento come funzionano, come si usano e che impostazioni hanno le Storie su Instagram.
Si possono inserire link nelle LinkedIn Stories?
Se si hanno almeno 5mila collegamenti ed è stata attivata la funzione Creator – con il tasto “segui” al posto di quello che permette di inviare una richiesta di collegamento visualizzato in cima al proprio profilo – si possono inserire link nelle Storie di LinkedIn tramite swipe-up proprio come su Instagram. È un metodo piuttosto semplice per rimandare i propri seguaci e chi visualizza le Storie direttamente al sito aziendale o al blog corporate o per fornire loro risorse utili e contenuti di valore anche creati da terzi.
Come salvare le Storie su LinkedIn
Al contrario di quanto avviene su Instagram, dove le Storie possono essere salvate in evidenza quando si intendono creare guide per posti e attrazioni da vedere mentre si è in viaggio e comunque per aggirare il limite temporale e rendere i propri contenuti disponibili anche oltre le 24 ore, non si può creare un archivio Storie LinkedIn.
Chi le ha pubblicate può effettivamente salvare le Storie su LinkedIn, a patto che le stesse siano ancora visibili sul proprio profilo e così facendo verranno semplicemente salvate in galleria o tra i propri file media. Attenzione, insomma, a condividere tramite link le proprie Storie in un post di LinkedIn: è un ottimo modo sul momento di dare maggiore visibilità ai propri contenuti temporanei, ma si rischia in un secondo tempo di rimandare i propri follower o chiunque sia approdato sul proprio profilo a una risorsa non più valida.
Cos’è e come usare l’adesivo “Question of the day”
Tra gli sticker per le LinkedIn Stories più popolari e apprezzati dalla community di professionisti che frequentano la piattaforma quello “Domanda del giorno” è, come suggerisce lo stesso nome, un box per domande e risposte da utilizzare quando si vogliono raccogliere dubbi e perplessità delle proprie community o rispondere alle loro curiosità e più in generale stabilire con i loro membri una conversazione più diretta e uno a uno.
È un’ottima impostazione che permette anche di trasformare le Storie di LinkedIn in un posto in cui discutere insieme ad altri addetti ai lavori o appassionati della materia di temi caldi e trend del momento: essere sempre aggiornati, possibilmente in maniera partecipativa, su cosa accade nel proprio settore è la ragione per cui anche chi ha già un impiego che lo soddisfa o, come gli studenti, è ancora lontano invece dal cercare attivamente lavoro non può non “esserci” su LinkedIn.
Oltre a proporre alle proprie community spunti di riflessione quotidiani, si può rispondere alle domande del giorno poste da altri utenti o pagine LinkedIn che si seguono, anche eventualmente menzionandoli nelle proprie Storie e alimentando così la conversazione.
L’adesivo “Question of the day” è una sorta di box per domande e risposte che, sulle Storie di LinkedIn, può essere sfruttato per alimentare la conversazione su temi caldi e trend del momento. Fonte: LinkedIn
Si può fare pubblicità nelle LinkedIn Stories?

A dicembre 2020 la guida di Hootsuite su come usare le Storie su LinkedIn [1] aveva dato notizia che fosse in fase di beta testing una funzione per la pubblicità sulle LinkedIn Stories. Con ogni probabilità le Storie a pagamento e sponsorizzate, quando verranno rilasciate (non c’è ancora una data ufficiale), saranno visualizzate in maniera “nativa”, alternate alle Storie su LinkedIn pubblicate da singoli utenti e pagine.
In formato verticale e con ogni probabilità anch’esse personalizzabili con sticker, GIF, adesivi e realizzabili in formato video, le Story Ads – questo è il nome che dovrebbe avere la funzione per la pubblicità sulle Storie di LinkedIn – saranno ispirate alle già esistenti sponsorizzate per le Instagram Stories e, soprattutto, alle funzioni ads di TikTok.
Sebbene la piattaforma abbia deciso di mettere i propri contenuti temporanei a disposizione indiscriminatamente di singoli utenti e gestori di pagine, come usare le Storie di LinkedIn in maniera efficace e performante cambia – e in misura considerevole – a seconda che le stesse siano parte del piano editoriale per una company page su LinkedIn e di una più “olistica” strategia di presenza digitale del proprio business o che, invece, servano a costruire e rafforzare il proprio brand personale.
Come usare le Storie di LinkedIn sulla pagina aziendale
Chi gestisce una pagina LinkedIn aziendale nel creare delle Storie, così come qualsiasi altro contenuto, dovrebbe considerare che ci si rivolge sulla piattaforma a due tipi di pubblico e di community contemporaneamente: uno esterno e di potenziali clienti, investitori, stakeholder del proprio business e uno interno di dipendenti e collaboratori.
Al primo gruppo – cioè a chi segue la propria pagina perché appassionato o anche lui addentro al settore – dovrà riservare contenuti informativi o di analisi e che rendano evidente anche nelle poche decine di secondi di durata di una Storia LinkedIn la propria expertise settoriale o le proprie capacità di prevedere trend e tendenze per l’immediato futuro. Le LinkedIn Stories possono essere sfruttate così, per esempio, anche nella loro più semplice versione testuale o grafica, per dare nuova vita a e rimettere in circolo, in un’ottima operazione di repurposing content , vecchi contenuti originariamente realizzati per blog o siti aziendali.
L’Harward Business Review ha riproposto tramite Storie sulla propria pagina LinkedIn, adattandoli allo scopo e dando loro un’adeguata forma visiva, alcuni propri articoli già pubblicati altrove. Fonte: LinkedIn
Considerato che tra le cose che i consumatori si aspettano dalle aziende c’è una sempre più profonda comunione di valori e visioni, le Storie su LinkedIn sono un ottimo modo anche per condividere “pillole” della propria storia, missione e cultura aziendale, facendolo in maniera più informale, spontanea e diretta di quanto sarebbe possibile tramite post e contenuti permanenti sulla propria pagina LinkedIn.
Tramite LinkedIn Stories si possono condividere, per esempio, contenuti “di backstage” che mostrano cosa avviene ogni giorno nel proprio quartier generale o che aria si respira tra i propri collaboratori. Non è escluso che, come fanno su Instagram e su TikTok molte aziende soprattutto del fashion rivolgendosi agli influencer , non si possano organizzare periodicamente dei take over durante i quali a pubblicare Storie dalla pagina LinkedIn siano direttamente amministratori delegati, manager, dipendenti, stagisti: oltre che a rendere più variegato il proprio piano editoriale, serve anche a presentare a potenziali clienti e stakeholder il proprio volto più umano dell’impresa e non deve essere un obiettivo di secondaria importanza se molte aziende, di praticamente ogni settore, investono costantemente oggi in employee advocacy e nel trasformare dipendenti e collaborati nei propri migliori ambasciatori di brand.
Si possono usare le Storie di LinkedIn, ancora, per annunciare nuovi progetti nell’ambito della corporate social responsibility per esempio oppure il lancio di nuovi servizi o linee di prodotto. Se è stata organizzata una diretta LinkedIn in occasione di una ricorrenza o per ospitare un esperto del settore e permettere a chiunque lo voglia di partecipare anche in remoto a una conferenza stampa o a un evento aziendale, le LinkedIn Stories possono fungere da utile reminder dell’appuntamento.
Anche se LinkedIn potrebbe non essere il posto migliore dove provare a generare lead di tipo “commerciale”, dove cioè provare a vendere i propri prodotti o servizi, si potrebbe sperimentare anche con sessioni di Q&A via LinkedIn Stories con sviluppatori o responsabili della customer care , per esempio per chiarire ogni dubbio riguardo a come funzionano, dove acquistare e a che condizioni determinati prodotti.
Se l’obiettivo è coinvolgere il pubblico interno di dipendenti e collaboratori aziendali, più utili possono essere invece Storie dalla pagina LinkedIn aziendale che celebrino risultati e obiettivi raggiunti, per esempio, o che in una forma elementare di gamification condividano quelli ancora da raggiungere e periodicamente aggiornino su quanto manca alla meta: si tratta di un modo, per molti versi piuttosto elementare, per riuscire a far sentire le persone più al centro e più direttamente parte dell’impresa.
Sulle Storie di LinkedIn si possono presentare progetti, opportunità di carriera o piani e iniziative di welfare aziendale riservati ai propri dipendenti. Ancora, si può cercare di stabilire un migliore dialogo tra il top management e chi sta più in basso nell’organigramma aziendale, lasciando che sia la viva voce di un direttore di area a rivolgere la “Domanda del giorno” ai suoi collaboratori e a interagire con loro sui temi caldi del momento: è stato lo stesso team di LinkedIn, del resto, a sostenere che quasi il 60% dei lavoratori si sente «più supportato», specie quando lavora da casa o fa smart working , se rimane in contatto regolarmente con i suoi capi[2].
Grazie alla loro immediatezza e al loro linguaggio informale, le Storie su LinkedIn possono aiutare in altre parole a disintermediare la comunicazione interna e renderla più efficace e “personalizzata”: serve a mettere le persone al centro, obiettivo non di secondaria importanza per le aziende più al passo con i tempi e i loro reparti HR, considerato anche che una maggiore soddisfazione dei dipendenti e una migliore employee retention possono contribuire al raggiungimento degli obiettivi aziendali.
Come utilizzare le Storie LinkedIn per il social recruiting?
Se sempre più numerose sono le aziende che fanno social recruiting su LinkedIn, non è detto che anche le Storie LinkedIn delle pagine aziendali non possano essere sfruttare per trovare o selezionare candidati ideali per le proprie vacancy.
Come usare le storie su LinkedIn se si è un responsabile risorse umane o si lavora nel reparto HR di un’azienda dipende molto dal proprio settore di riferimento, da che obiettivo si intende ottenere, da che tono di voce ha assunto la propria azienda anche nella ricerca di nuovi collaboratori. Si può adottare un approccio piuttosto “informativo” e cioè sfruttare le Storie su LinkedIn semplicemente per pubblicizzare una vacancy o essere momentaneamente alla ricerca di candidati con determinate titoli, requisiti e skill, magari linkando in swipe l’annuncio di lavoro completo a cui si fa riferimento o da cui ci si può candidare.
Anche nel fare social recruiting via LinkedIn Storie, però, si può provare a essere più coinvolgenti, lasciando entrare per esempio i potenziali candidati negli ambienti di lavoro con contenuti da “dietro le quinte” o chiedendo ai loro futuri colleghi di raccontare nel breve tempo di una Storia su LinkedIn che cosa significa lavorare in azienda o, più nel dettaglio, in che cosa consisterà la mansione specifica. Nella forma di domanda da parte dei candidati che seguono l’azienda su LinkedIn e di risposta da parte degli addetti alle selezioni, le Storie LinkedIn possono servire anche a condividere piccoli “tip” pratici per prepararsi a svolgere il colloquio – a uso e consumo soprattutto di candidati che abbiano già superato i primi step di selezione o alle prime armi con i processi di selezione lavorativi – o più semplicemente a chiarire dubbi e perplessità di chi è ancora incerto se candidarsi o meno.
Anche se non si hanno posizioni vacanti e annunci di lavoro attivi e non si è cioè alla ricerca di candidati, i reparti risorse umane farebbero comunque bene a presenziare le Storie su LinkedIn con piccoli tutorial di HR o aggiornamenti sul mondo della formazione e delle opportunità professionali, in ragione del fatto che le “meta-discussioni” sulle opportunità di lavoro sono oggi tra quelle che più animano le bacheche LinkedIn.
Come usare le Storie di LinkedIn per il personal branding
Se per molti “stare” su LinkedIn significa soprattutto promuovere il proprio brand personale, è possibile comprendere come usare le Storie di LinkedIn per il personal branding?

Se ci pensano già headline e sommario ben scritti a riassumere chi si è, cosa si fa per lavoro, gli step della propria carriera, ecc., i contenuti temporanei possono essere utilizzati periodicamente per ricapitolare la propria storia professionale e personale, soprattutto per i nuovi arrivati tra i propri seguaci. Vale anche in questo caso l’avvertenza che LinkedIn non è il luogo migliore per generare lead “commerciali” come l’acquisizione di nuovi clienti o la chiusura di contratti per nuove consulenze, nel caso dei liberi professionisti, ma non è da escludere a priori che da LinkedIn possano venire opportunità concrete di collaborazione che partano proprio dal sapere con chi si ha a che fare. Perché non approfittarne, insomma, per rifare periodicamente le presentazioni professionali, magari in maniera più informale?
Ricapitolare il proprio percorso professionale sulle Storie di LinkedIn può servire, inoltre, anche a condividere con le proprie community e i propri seguaci più affezionati traguardi e obiettivi raggiunti, soprattutto i più importanti o quelli che sono stati al centro del proprio racconto come professionisti sulla piattaforma. Raccontare la propria storia di successo può avere l’effetto di ispirare i propri seguaci e motivare chi muove i primi passi nel settore o tracciare una possibile via da seguire e al proprio brand personale non può che far bene essere riconosciuti come un modello a cui aspirare.
Altro ottimo modo per nutrire le proprie community, magari per dare loro qualcosa in cambio della fiducia dimostrata quando hanno scelto di iniziare a seguire, è condividere con loro parte delle proprie conoscenze e della propria expertise.
Vista la breve durata delle Storie, la parola d’ordine è semplicità, il che non vuol dire banalizzare i temi che si affrontano, e il formato vincente è ancora quello delle pillole e dei contenuti “snack”. Usare il box domande per sollecitare via Storie LinkedIn curiosità o dubbi e perplessità sul proprio lavoro e, soprattutto, ricordarsi poi di rispondere in maniera puntuale a tutte le richieste ricevute è un modo per rendere più personale e diretta l’interazione con le proprie community.
Soprattutto se si sa di rivolgersi principalmente a a un pubblico di studenti su LinkedIn si possono sfruttare le Storie per “portarli con sé” sul lavoro, mostrare la propria routine quotidiana, far vedere cosa significa davvero svolgere un determinato tipo di professione: ideali allo scopo sono, ancora una volta, contenuti inediti e da dietro le quinte. Se l’obiettivo è convincere invece potenziali clienti a rivolgersi a sé piuttosto che ad altri liberi professionisti o consulenti, una buona idea potrebbe essere anche proporsi per analizzare via Storie il singolo caso aziendale, rispondendo con chiarimenti e soluzioni concrete e utili (ma attenzione, però, a non trasformarli in vere e proprie consulenze).


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