Governo, per salvare Natale (e consumi) stretta fino al 10 dicembre

Governo, per salvare Natale (e consumi) stretta fino al 10 dicembre

Il governo avrebbe delineato il piano che prefigura la riduzione della stretta sulle attività economiche nel periodo a ridosso del Natale, nel tentativo di ridurre l’impatto economico delle misure di contenimento del contagio in un periodo cruciale per i consumi. Ma le condizioni per metterlo in pratica si preannunciano difficili.
Le ipotesi sul tavolo del governo
Ad aggiornare le regole interverrebbe il Dpcm destinato a subentrare alla scadenza del decreto attualmente in vigore, ovvero in data 3 dicembre; lo riferiscono il Corriere e La Repubblica.Il nuovo decreto, ancora in fase di definizione, potrebbe prevedere un ultimo periodo di stretta fra il 4 e il 10 dicembre: l’obiettivo sarebbe riportare l’indice di velocità del contagio Rt sotto a quota 1 (valore che indica una progressiva riduzione dei casi). Se questo primo step dovesse realizzarsi, con la maggioranza delle regioni fuori dallo status di zona rossa, allora verrebbero consentite le aperture di negozi, bar e ristoranti, con la possibilità di servire i pasti anche nei locali.
Non è stato ancora chiarito se, all’interno del piano, sarà reintrodotta la possibilità di spostamento dai confini delle zone rosse. Potrebbero essere introdotte deroghe per consentire di raggiungere i parenti più stretti, a quanto riferisce l’agenzia Ansa.
Far rientrare l’Rt in tempi utili non sarà un obiettivo facile, anche perché le regioni “rosse” sono oggi numerose: Lombardia, Piemonte, Campania, Calabria, Toscana, Valle d’Aosta, provincia di Bolzano e Abruzzo con ordinanza del governatore Marsilio. Nei giorni scorsi virologi come Andrea Crisanti (Università di padova) aveva definito il lockdown natalizio un’eventualità “nell’ordine delle cose”.
Per il momento l’appello ufficiale lanciato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è alla prudenza: il Natale non dovrà trascurare il senso di responsabilità. “Veglioni, cenoni, baci e abbracci per questo fine 2020 dovranno essere rimandati” ha detto il premier, “perché, al di là delle valutazioni scientifiche, occorre buonsenso”.
“Una settimana di socialità scatenata, come è quella che di solito ci accompagna nelle festività natalizie, significherebbe pagare a gennaio un innalzamento brusco della curva in termine di decessi, stress delle terapie intensive e dell’area medica”, ha aggiunto Conte, “Non ce lo possiamo permettere, sarebbe folle”.


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